Una gita nella natura

Una gita nella natura

Oggi vi proponiamo una gita nella natura tra Valganna e Valcuvia. ecco un estratto del libro “Vivi Varese – 40 imperdibili gite alla scoperta della provincia”. Lo potete acquistare richiedendolo sul sito www.vivivarese.com

Libro Vivi Varese

L’itinerario

“A Cunardo dedichiamo la nostra mattinata visitando l’Orrido, un complesso di cavità carsiche sotterranee scavate dal torrente Margorabbia che rappresenta l’unico imponente traforo idrogeologico della Lombardia. Un’architettura di pietra e acqua molto suggestiva da scoprire sia per gli esperti che per i profani che desiderano avvicinarsi ad un mondo davvero affascinante. È così possibile ammirare un labirinto costituito da gallerie e grotte: caverne lunghe circa mezzo chilometro. L’ingresso nella parte interna è riservato agli specialisti: è invece accessibile a tutti l’Antro dei morti, spettacolare fin dal suo ingresso costituito da un ampio portale sul fondo di una grande dolina.

Dopo aver visitato l’Orrido ripercorriamo la Valganna fino a raggiungere il Laghetto Fonteviva. Per gli amanti della pesca sportiva è un piccolo paradiso: trote, salmerini, tinche, carpe e persici popolano le sue acque. Dopo esserci rilassati in riva al lago la fame si farà sentire: tempo dunque per una sosta gustosa nel ristorante affacciato proprio sul laghetto.

Nel pomeriggio ci spostiamo a Brinzio, uno dei borghi rurali meglio conservati della Provincia di Varese. Da qui transitano numerosi sentieri: da non perdere la passeggiata che dal centro del paese conduce al laghetto “della balena”, soprannome che deriva da un’antica leggenda che racconta di un gruppo di persone che avvistarono in questo lago un’enorme sagoma che ricordava appunto una balena. I paesani si diedero un gran da fare per portarla a riva, per scoprire però che si trattava solo di un grosso tronco.
Neve permettendo, d’inverno Brinzio offre una pista di sci di fondo che non ha nulla da invidiare alle località montane più conosciute. Per scoprire gli oggetti, gli usi e i costumi della vita di campagna una visita al Museo della Cultura Rurale Prealpina è d’obbligo.”

Gallery

Share this: